/ Aprile 29, 2021/ CittàDEM - La Newsletter del PD di Pordenone, Consiglieri comunali, News

La variante generale al Piano Regolatore del Comune di Pordenone approvata lunedì notte da una striminzita maggioranza se da un lato è vaga nel delineare come si intendono rigenerare importanti ambiti di trasformazione urbana, dall’altro introduce modifiche non in linea con l’obiettivo di una città più sostenibile.

Le riserve formulate dalla Regione hanno:

– censurato la scarsa trasparenza e leggibilità di alcuni passaggi;

– obbligato a stralciare un piano attuativo che favoriva il consumo di suolo in via Cadel;

– smascherato la volontà di agevolare la costruzione in zone non adeguatamente dotate di sottoservizi;

– denunciato che la ricollocazione di volumetrie all’interno di alcuni ambiti centrali può raddoppiare gli indici di edificabilità in zone di atterraggio già densificate;

– indotto a subordinare lo scongelamento di alcune lottizzazioni all’aumento della popolazione.

Costretta a evidenziare la coerenza tra direttive, obiettivi ed azioni, inoltre, la Giunta ha palesato come la caserma Mittica non diventerà un grande polmone verde ma potrà ospitare anche insediamenti residenziali.

L’accoglimento di alcune osservazioni puntuali, poi:

– minaccia il patrimonio d’acqua e di verde che impreziosisce la città, permettendo di ricavare dei parcheggi in una piccola porzione di parco fluviale presso il Center Casa, aprendo alla possibilità di edificare più vicino ad una olla di risorgiva nel quartiere dei Cappuccini, consentendo un ampliamento in zona vincolata a ridosso del Castello di Torre, eliminando un nuovo accesso al parco San Carlo;

– impedisce di piantare degli alberi in via Cappuccini, rinunciando all’acquisizione di una porzione di area verde privata lungo la stessa;

– rallenta il traffico sulla SS13, con la trasformazione da residenziale a commerciale di un’area in via Misurina e la previsione di un nuovo accesso sempre presso il Center Casa;

– toglie il diritto al sole nell’ambito del Supercinema di viale Cossetti per favorirne la rigenerazione;

– mette a rischio lo sviluppo armonico dell’edificato, aumentando l’altezza massima delle costruzioni anche in zone caratterizzate da abitazioni con un solo piano fuori terra (B1);

– sacrifica la sicurezza idraulica, derogando in alcuni casi alla necessità che il piano di calpestio sia al di sopra della quota di allagamento;

– agevola interventi in zone già edificabili ma non ancora urbanizzate (Torre Nord).

Rispetto all’innovativo piano regolatore approvato nel 2016, dunque, con la variante si fanno anche alcuni indietro che potevano essere evitati, come l’eliminazione dell’affaccio sul fiume Noncello presso il parcheggio Marcolin, già deciso in fase di adozione. Di qui il nostro voto contrario al documento.

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