/ Giugno 24, 2020/ CittàDEM - La Newsletter del PD di Pordenone, Segreteria

Nei giorni scorsi la coalizione di centrodestra ha trovato l’accordo per le elezioni regionali del prossimo 20 settembre. Ancora una volta, quindi, i nostri avversarsi trovano l’unità e dei candidati comuni da presentare in importanti regioni.

A questa dimostrazione di compattezza dell’opposizione nazionale, le attuali forze politiche che compongono la maggioranza rispondono in ordine sparso.

Se il Partito democratico non perde occasione per sottolineare quanto sia importante evitare divisioni in un momento critico come l’attuale, lo stesso non si può dire di Movimento 5 Stelle e Italia Viva. Anzi, sembra che i due partiti in questione lavorino per indebolire sui territori l’attuale coalizione di Governo.

Emblematico è il caso della Puglia, dove il Governatore uscente dem Michele Emiliano non potrà contare né sul sostegno dei 5 stelle (con i quali ha diversi punti di contatto) né sull’appoggio di alcuni suoi ex compagni di partito: Italia Viva e Azione daranno vita a una coalizione centrista candidando alla presidenza della regione l’attuale viceministro Ivan Scalfarotto.

Si tratta, come evidenzia il segretario Nicola Zingaretti, di un atteggiamento autolesionista: “Da oggi le destre combattono unite in tutte le Regioni. Invece tra le forze politiche unite a sostegno del Governo Conte prevalgono i no, i ma, i se, i forse, le divisioni. Il motivo è ridicolo: si può Governare insieme 4 anni l’Italia ma non una Regione o un Comune perché questo significherebbe ‘alleanza strategica’. Ridicolo!

Le alleanze intorno ai candidati sostenuti dal PD sono gli unici che possono fermare le destre, il resto è l’eterno ritorno di vizi antichi di una degenerazione della politica personalistica e autoreferenziale. Tafazzi non è stato inventato per caso. Questa è la verità”.

Anche in altre regioni, pare Liguria e Veneto, l’attuale maggioranza probabilmente proporrà ben tre diversi candidati alla presidenza (Pd, M5S, IV).

Sono scelte incomprensibili visto che tali forze politiche compongono il medesimo Governo e hanno dato più volte dimostrazione di poter lavorare insieme in maniera positiva, conducendo il paese attraverso la più grave crisi sanitaria, economica e sociale dal Dopoguerra.

Sarebbe opportuno, pertanto, che le forze alleate del Pd ripensassero la propria strategia al fine di mettere in campo un’alternativa credibile e che renda aperta la sfida elettorale in tutte le regioni che andranno al voto.

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