/ Aprile 29, 2020/ CittàDEM - La Newsletter del PD di Pordenone, Segreteria

Ci troviamo di fronte alla più grave emergenza, sanitaria ed economica, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I dati macroeconomici di tutta l’Eurozona sono impietosi: debiti pubblici e deficit che aumentano vertiginosamente, Pil ed occupazione che crollano. Tutto avvenuto in un lasso di tempo estremamente ristretto, inferiore a due mesi.

In uno scenario di questo tipo, il Governo si è mosso tempestivamente mettendo in campo un ingente quantità di risorse, articolate in modo variegato, così da far fronte al maggior numero possibile di esigenze. Si pensi alle ore di cassa integrazione, ai 600€ per le partite iva, alle garanzie bancarie per le imprese.

Tutto questo però non può bastare senza un intervento di più ampio respiro coordinato dall’Unione Europea. Per questa ragione ha assunto grande importanza il Consiglio Europeo dello scorso 23 aprile che, per la prima volta, ha sancito l’istituzione di un fondo nuovo e urgente come il Recovery fund.

“I governi Ue hanno compreso l’importanza della proposta del governo Conte per un fondo europeo a sostegno di famiglie e imprese”, ha dichiarato il segretario nazionale Nicola Zingaretti. “Quello che chiedevamo. L’Europa si sta muovendo, come si è visto in questi giorni drammatici di emergenza Covid-19. Ora sta alla nostra forza, alla nostra creatività, al nostro impegno realizzare la rinascita e ricostruire la fiducia”.

Mentre poco prima il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva scritto su Twitter: “Il Consiglio europeo riconosce che il Recovery Fund è ‘necessario e urgente’ e deve avere risorse significative. Un successo per l’Italia e i Paesi che hanno spinto per questa soluzione”.

Si tratta di un primo passo di grande importanza: mai prima d’ora i leader dei 27 paesi UE erano giunti a conclusioni simili. Certo ora è necessaria un’ulteriore assunzione di responsabilità: occorre dettagliare il più possibile le modalità con cui verrà creato questo fondo.

In particolare, con quali e quante risorse verrà costituito? Le erogazioni saranno prestiti a condizioni vantaggiose o sovvenzioni a fondo perduto? Quale sarà la ripartizione paese per paese?

Sono temi cruciali che possono determinare la buona riuscita o il fallimento non solo della ripresa economica ma della stessa idea di Europa che da oltre 60 anni caratterizza, in meglio, il nostro passato e il nostro presente.

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